Cos’è la fibrillazione atriale?

La fibrillazione atriale (FA) è il tipo più frequente di aritmia cardiaca cronica e, in Italia, colpisce circa 1 milione di persone, anche se i numeri sono destinati ad aumentare notevolmente a causa dell’invecchiamento della popolazione.

 

Le condizioni che favoriscono l’insorgere della fibrillazione atriale sono l’ipertensione arteriosa, l’obesità, il diabete mellito, l’insufficienza renale cronica, l’ipertiroidismo e tutte le malattie cardiache organiche (cardiopatie congenite, coronaropatia, malattie valvolari, scompenso cardiaco), oltre che l’abuso di alcol, droghe e caffeina. In molti casi comunque, la FA si manifesta in assenza di fattori predisponenti.

Fibrillazione atriale e ictus

La fibrillazione atriale è una delle principali cause di ictus cerebrale. Secondo i dati più recenti, che non tengono conto di tutti quei pazienti colpiti da episodi di FA asintomatica, la patologia è responsabile di circa il 20% degli ictus ischemici.

Chi è affetto da FA vede infatti aumentare da 4 a 9 volte, a seconda dell’età, il rischio di ictus tromboembolico; inoltre, l’ictus causato da FA tende ad essere più grave perché l’embolo che parte dal cuore chiude arterie di calibro maggiore, con un danno ischemico a porzioni più estese di cervello.

Per questo motivo è di fondamentale importanza ‘intercettare’ il più rapidamente possibile i pazienti con FA in modo da prescrivere cure specifiche in grado di trattare in maniera efficace la patologia e ridurre così il rischio di ictus.

Le terapie

La terapia di base per la fibrillazione atriale è quella con farmaci chiamati anticoagulanti, molto efficaci nella riduzione del rischio di ictus (di circa il 60%).

Nonostante questo, esistevano fino a pochissimo tempo fa alcune preoccupazioni riguardo l’utilizzo di questi farmaci, che, rendendo il sangue più fluido per impedire la formazione di coaguli, aumentano il rischio di sanguinamento, rendendo particolarmente rischiose situazioni di emergenza come le operazioni chirurgiche e gli incidenti stradali.

Da qualche anno, anche in Italia, è arrivata la nuova generazione degli anticoagulanti orali (NAO) che, rispetto ai vecchi farmaci, presentano una serie di vantaggi, tra cui quello di ridurre il sanguinamento e, in un caso, di contrastare gli effetti anticoagulanti del farmaco grazie alla possibilità di una reversione immediata della sua azione.

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